La Risoluzione del Parlamento europeo del 3 maggio 2022 sul raggiungimento dell'indipendenza economica delle donne attraverso l'imprenditorialità e il lavoro autonomo richiama molti studi che hanno messo in luce che le donne rappresentano “la fonte più preziosa e più ampia di potenziale imprenditoriale e di leadership inutilizzato in Europa”.

Nei precedenti incontri abbiamo analizzato la situazione delle donne nel mercato del lavoro, dando evidenza delle difficoltà che ancora oggi affrontano, anche in una Regione come la nostra, e delle differenze di trattamento che spesso subiscono, rispetto ai loro colleghi uomini, sia dal punto di vista della retribuzione, di carriera, dell’assistenza e delle pensioni.

Ma se è difficile per le lavoratrici dipendenti raggiungere il giusto riconoscimento economico e professionale e il giusto equilibrio tra vita privata e pubblica, pensiamo alle donne libere professioniste e lavoratrici autonome che, a fronte di una maggior flessibilità, devono fare i conti con minor tutele, ancora molti stereotipi da parte dei potenziali clienti, minori guadagni e quindi spesso maggiori condizioni di precarietà.

Se l’emancipazione economica delle donne dà impulso alla produttività e aumenta la diversificazione economica, se la diversità di genere nelle aziende, negli staff e nei CDA è vantaggiosa per la società e l’economia, allora dobbiamo essere consapevoli che le libere professioniste e le lavoratrici autonome sono un ulteriore potenziale di crescita dell’intera economia.

Un potenziale che non può più essere sprecato, ma sostenuto e valorizzato, perché grazie alla loro passione e alla loro tenacia apportano una creatività e un valore aggiunto davvero straordinari.

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